Da Caravaggio all’Abate Brughi: collezionismo e committenza dei Pasqualoni

Novità intorno a Caravaggio sono pubblicate nel fascicolo 12-2024 della rivista “Palazzo Caetani. Bollettino della Fondazione Camillo Caetani”. Ne scrive Michele Cuppone, che riparte dalle acquisizioni del suo precedente articolo Il «Cristo flagellato alla colonna del Caravaggio» nella collezione Pasqualoni.

Caravaggio (copia da?), Cristo alla colonna, già Cantalupo in Sabina, collezione Camuccini

L’autore si era già concentrato sul disperso “Cristo flagellato alla colonna” appartenuto all’avvocato e sacerdote Domiziano Pasqualoni di Accumoli, omonimo e conterraneo del notaio Mariano che Caravaggio aggredì a piazza Navona a causa di Lena, modella della “Madonna di Loreto”. Il “Cristo alla colonna” è documentato per la prima volta nel 1648 nel palazzo Pasqualoni a due passi da piazza di Spagna, ed è stato possibile ricostruirne tutti i passaggi collezionistici interni alla famiglia fino al 1714, quando il quadro fu acquistato all’asta dal conte Angelo Odoardo Bernabei, marito di Costanza Cecilia Colomba Pasqualoni.

Albero genealogico della famiglia Pasqualoni (ricostruzione di Michele Cuppone)

Le nuove ricerche di Cuppone hanno consentito di attribuire e datare puntualmente altre opere commissionate dai Pasqualoni, come le statue scolpite per la loro cappella di famiglia in San Lorenzo in Lucina da Giovan Francesco de Rossi, o il “Sileno ebbro e provocato da due pastori e una ninfa” di Giovanni Battista Brughi, conservato presso il Collegio Nazareno.

Ulteriori ricerche nei libri parrocchiali a Rieti avrebbero consentito di recuperare alcuni dati anagrafici sul ‘rivale’ di Caravaggio Mariano Pasqualoni: tra il 1606 e il 1612 egli sarebbe ritornato nella natia Accumoli, dove si sarebbe sposato e avrebbe generato quattro figli. È interessante che resti ignoto il nome di suo padre, mai specificato nei documenti romani e accumolesi, tanto che quando la madre Dionora muore viene registrata come “mater Mariani Pasqualoni” e non come moglie o vedova dell’uomo che fu il padre naturale di suo figlio.