Lo Stato italiano acquista il Ritratto di Maffeo Barberini per 30 milioni di euro
Dopo oltre un anno di trattative con la precedente proprietà, lo Stato italiano ha acquistato per 30 milioni di euro il Ritratto di Maffeo Barberini di Caravaggio.
Il dipinto fu reso noto per la prima volta nel 1963 sulla rivista “Paragone” da Roberto Longhi, il più grande studioso di Michelangelo Merisi. La tela aveva subito seri danni per essere stata ripiegata più volte, come si vede in una foto scattata durante il restauro che fu fatto a ridosso della sua riscoperta. Per sessant’anni, da allora, non è stata mai vista dal grande pubblico, fino alle recenti mostre “Caravaggio. Il ritratto svelato” e “Caravaggio 2025”, tenutesi a Palazzo Barberini tra novembre 2024 e luglio 2025.
Ed è proprio a Palazzo Barberini che il Ritratto verrà esposto stabilmente, accanto ad altre opere del maestro lombardo come la Giuditta e Oloferne. I due quadri hanno per certi versi una storia a lieto fine molto simile: anche la Giuditta, ricomparsa dopo secoli in una collezione privata, fu esposta in una grande mostra caravaggesca, prima di essere acquistata dallo Stato italiano che la destinò al medesimo museo.
“Uno degli acquisti più importanti degli ultimi decenni della storia del Ministero della Cultura ed ha particolarmente significato, raffigurando un personaggio importantissimo, Maffeo Barberini che poi divenne papa, Urbano VIII, quindi il pontefice più celebre del Seicento. Ed è uno dei pochissimi ritratti di Caravaggio giunti fino a noi, quelli certi sono tre o quattro”: sono tra le prime dichiarazioni del direttore delle Gallerie Nazionali d’Arte antica, Thomas Clement Salomon,
“Sono acquisizioni molto complesse vista l’alta posta in gioco… è un’attività certosina, diplomatica”, ha proseguito Salomon, per poi sottolineare: “Sono opere che appartengono alla collettività, patrimonio dell’umanità… è fondamentale assicurarle alla fruibilità del pubblico, non solo per noi ma anche per le future generazioni”.


